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	<title>Jenky Grafica</title>
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	<description>Grafica Fotografia Illustrazioni Impaginazione e Siti Web</description>
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		<title>Progettare un LOGO</title>
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		<pubdate>Mon, 21 Mar 2011 22:14:19 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Progettare un logo decidere che look deve avere la tua azienda o attività è molto importante, esso ti distingue fra milioni di entità nel mondo, è il simbolo, la firma che ti rappresenterà. Da professionista sconsiglio il fai da te con clip art e 4 scritte buttate la con un font a caso. Nelle consulenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Progettare un <strong>logo</strong> decidere che look deve avere la tua azienda o attività è molto importante, esso ti distingue fra milioni di entità nel mondo, è il simbolo, la firma che ti rappresenterà.<span id="more-812"></span> Da professionista sconsiglio il fai da te con clip art e 4 scritte buttate la con un font a caso. Nelle consulenze che tengo spiego molto dettagliatamente l&#8217;importanza che sta dietro lo studio di questo prodotto, il quale va a giustificarne poi i costi. Rappresentarsi in modo professionale, dare un immagine precisa alla propria professione ne determina tutto il brand sucessivo: sito, biglietti da visita, manifesti, cataloghi, prodotti espositivi, abbigliamento, allestimento di vetture etc.</p>
<p>Lo studio del colore, del font, degli elementi grafici, il saperli stilizzare ovvero estrappolare quei tratti grafici essenziali nello stile più appropriato è compito del progettista grafico, ovvero del professionista.</p>
<p>Alcuni esempi possiamo trovarli in questa <a href="http://www.jenkygraphicartist.com/grafica/logos/" target="_blank">pagina</a> se vohliamo farci un idea.</p>
<p>Per una consulenza non esitate a scrivermi a <a href="maito:info@jenkygraphicartist.com">info@jenkygraphicartist.com</a></p>
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		<title>Colori additivi e colori sottrattivi</title>
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		<pubdate>Thu, 10 Mar 2011 13:49:26 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio parlarvi del colore, molti utenti iniziando a lavorare nel mondo della grafica ignorano questo aspetto, importantissimo, anzi fondamentale per chi fa questo mestiere. Iniziamo a ragionare sulla destinazione del progetto: il metodo sottrattivo ovvero metodo CMYK o quadricromia (ciano &#8211; magento &#8211; giallo e K sta per black &#8220;nero&#8221;), sottrattivo perchè se sommiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--ADS_INT Pubblicità --><br />
Oggi voglio parlarvi del colore, molti utenti iniziando a lavorare nel mondo della grafica ignorano questo aspetto, importantissimo, anzi fondamentale per chi fa questo mestiere. Iniziamo a ragionare sulla destinazione del progetto:</p>
<p>il metodo sottrattivo ovvero metodo <strong>CMYK</strong> o <strong>quadricromia</strong> (ciano &#8211; magento &#8211; giallo e K sta per black &#8220;nero&#8221;), sottrattivo perchè se sommiamo questi colori danno origine al nero che rappresenta l&#8217;assenza dei colori. Questo metodo si usa quando si inviano file in stampa destinati a supporti cartacei. La carta è la base bianca, quindi attenti al punto di bianco, questo fattore modificherà drasticamente i colori rispetto a come li vedete sul monitor. Esistono altri metodi di stampa come la serigrafia oppure la sublimazione usate per imprimere grafiche su gadget o magliette ma di questo parlerò in futuro.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-805 aligncenter" title="cmyk" src="http://www.jenkygraphicartist.com/wp-content/uploads/2011/03/cmyk.png" alt="" width="383" height="319" /></p>
<p>Esiste poi il metodo additivo o comunemente chiamato <strong>RGB</strong> (rosso &#8211; verde &#8211; blu), additivo perchè se sommiamo questi colori danno origine al bianco che rappresenta la somma di tutti i colori (i colori sono frequenze se le sommiamo danno origine alla luce bianca come ad esempio la luce del sole, normalmente si aggira attorno ai 5400K). Questo metodo viene usato quando abbiamo a che fare con supporti video, per capirci quando la grafica deve essere vista attraverso un monitor. Faccio alcuni esempi: siti web, montaggi video, slideshow, presentazioni, e filmati 3D.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-806 aligncenter" title="rgb" src="http://www.jenkygraphicartist.com/wp-content/uploads/2011/03/rgb.png" alt="" width="383" height="319" /></p>
<p>Prossimamente scriverò qualcosa sui pantoni.<br />
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		<title>loghi</title>
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		<pubdate>Tue, 23 Nov 2010 17:59:38 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<title>Grafica</title>
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		<pubdate>Mon, 18 Oct 2010 13:25:03 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il termine grafica indica il settore della produzione artistica orientato alla progettazione ed alla realizzazione di prodotti di comunicazione visiva. Annovera al suo interno più settori specifici, di cui almeno due chiaramente caratterizzati: il graphic design (progettazione grafica) a cui oggi si assimila il termine indicante la categoria generale di grafica &#8211; e la grafica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il termine <strong>grafica</strong> indica il settore della produzione artistica orientato alla progettazione ed alla realizzazione di prodotti di comunicazione visiva.<span id="more-391"></span></p>
<p>Annovera al suo interno più settori specifici, di cui almeno due chiaramente caratterizzati: il <strong>graphic design</strong> (progettazione grafica) a cui oggi si assimila il termine indicante la categoria generale di grafica &#8211; e la<strong> grafica d&#8217;arte</strong>, settore orientato alla riproduzione di opere artistiche in limitata quantità.</p>
<h2>Storia</h2>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arte della grafica nasce in occidente nel XV secolo dall&#8217;esigenza di produrre più esemplari di una stessa immagine, in una società dove si sta sviluppando una nuova classe mercantile e borghese che dispone di mezzi economici e conseguentemente elabora esigenze culturali più o meno numerose, si realizza attraverso la lavorazione di una matrice, incisa manualmente al fine di poter essere utilizzata per trasportare il soggetto su un foglio attraverso l&#8217;uso di un torchio. Le tecniche di lavorazione delle matrici derivano dall&#8217;esperienza degli incisori di metalli pregiati e ricevono un impulso fondamentale dalla quasi contemporanea invenzione del libro a stampa a caratteri mobili, alla metà del XV secolo.<br />
Le prime immagini a stampa sono realizzate con la tecnica della xilografia, detta anche silografia, che presuppone l&#8217;uso di una matrice in legno, che l&#8217;incisore lavora a rilievo, cioè togliendo la parte che non deve stampare, realizzando in questo modo un supporto che presenta il disegno in rilievo.<br />
Già all&#8217;inizio del XVI secolo, alla xilografia si affianca la calcografia, tecnica che utilizza il metallo, principalmente rame e zinco. In questo caso l&#8217;incisore lavora in cavo, cioè scavando nel metallo il disegno da stampare. Quando l&#8217;incisore lavora direttamente sulla lastra si parla di incisione a bulino, se lo strumento utilizzato, il bulino appunto, toglie il metallo che non serve grazie alla sua punta triangolare; oppure si parla di puntasecca, quando lo strumento a punta si limita a scalfire e spostare il metallo a lato dei solchi. Altra tecnica su metallo è quella della acquaforte, quando l&#8217;incisione avviene indirettamente, per immersione della lastra in un acido, che si chiamava aqua fortis, lastra precedentemente coperta con una vernice resistente all&#8217;acido e disegnata, eliminando la vernice, in corrispondenza della parti che devono subire la morsura dell&#8217;acido.<br />
Alla fine del XVIII secolo si scopre la possibilità di utilizzare matrici in pietra e nasce la tecnica della litografia, con la quale le matrici in pietra calcarea, precedentemente levigate e trattate in superficie con degli acidi, sono disegnate con apposite matite grasse. In fase di stampa l&#8217;inchiostro litografico aderisce solamente alle parti disegnate, dove trova altro inchiostro, ed è invece respinto dal resto della matrice perché irrorata con acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>STRATEGIE DI COMUNICAZIONE:</strong></p>
<table style="width: 644px; height: 244px;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td style="width: 220px;"><strong>Editorial </strong><strong>Packaging</strong><br />
Naming<br />
Logo Design<br />
Identità Aziendale</td>
<td style="width: 260px;"><strong>Corporate Identity</strong><br />
Magazine<br />
Books<br />
Compact Disc or Dvd Packaging<br />
Illustrations</td>
</tr>
<tr style="height: 0px;">
<td><strong>Advertising</strong><br />
Campagne Stampa</td>
<td style="height: 100px;"><strong>New Media</strong><br />
Siti Web<br />
Blog</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2"><strong>Graphic Design</strong><br />
Elaborazione grafica di Cataloghi, Brochure e Leaflet<br />
Elaborazione veste grafica Packaging<br />
Photos</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Foto Food</title>
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		<pubdate>Wed, 13 Oct 2010 14:07:12 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[La photo food è una specializzazione della fotografia commerciale, finalizzato alla produzione di interessanti fotografie di cibo per l&#8217;utilizzo in pubblicità, packaging, i menu o libri di cucina. fotografia di food Professional è uno sforzo di collaborazione. Il ruolo del food stylist è quello di rendere il cibo look accattivante nella fotografia finito. La principale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La photo food è una specializzazione della fotografia commerciale, finalizzato alla produzione di interessanti fotografie di cibo <span id="more-468"></span>per l&#8217;utilizzo in pubblicità, packaging, i menu o libri di cucina. fotografia di food Professional è uno sforzo di collaborazione.</p>
<p>Il ruolo del food stylist è quello di rendere il cibo look accattivante nella fotografia finito. La principale differenza tra come un cuoco chef di casa o possono presentare cibo e quello che uno stilista non è il tempo e lo sforzo necessario per uno stilista con cura e arte organizzare il cibo. Inoltre è richiesta la capacità di tradurre la percezione del gusto, l&#8217;aroma e il fascino che si ottiene da un piatto di reale, di una fotografia bidimensionale.</p>
<p>Il processo di fotografia di food inizia con l&#8217;acquisto del cibo e degli ingredienti. Perché solo i prodotti alimentari più visivamente perfetti sono elementi di backup accettabili e sono necessarie più prove, questo è un processo molto lungo. Il più bel articoli acquistato viene selezionato e contrassegnato come l&#8217;&#8221;eroe&#8221;, cioè, l&#8217;elemento che sarè presente nella fotografia. Durante l&#8217;installazione e per servizi di prova, è rappresentato da un cartone stand-in.</p>
<p>La fotografia attuale si svolge in uno studio in condizioni di illuminazione controllata. Le impostazioni sono preparate con cura in modo da presentare il cibo in un modo attraente come possibile, senza distrarre da essa. Il colore e la consistenza del fondo è selezionato in modo da completare in modo efficace quella del cibo e di assistere con la sua illuminazione.</p>
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		<title>Fotografia</title>
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		<pubdate>Sun, 10 Oct 2010 15:38:18 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[La fotografia non mostra la realtà, mostra l&#8217;idea che se ne ha. &#8211; Neil Leifer - Perché far scattare una foto da un professionista quando grazie alle tecnologie moderne le macchine scattano a 200 milioni di pixel e si ha la foto di qualità. Se posso dire la mia&#8230; Vi hanno mentito&#8230; La qualità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fotografia non mostra la realtà, mostra l&#8217;idea che se ne ha.<strong> &#8211; Neil Leifer -<br />
</strong></p>
<p><span id="more-427"></span></p>
<p>Perché far scattare una foto da un professionista quando grazie alle tecnologie moderne le macchine scattano a 200 milioni di pixel e si ha la foto di qualità. Se posso dire la mia&#8230; Vi hanno mentito&#8230; La qualità di una foto non è data dai milioni di pixel, certo l&#8217;attrezzatura ha la sua importanza, la nitidezza dei dettagli, la possibilità di governare totalmente la macchina, la qualità delle ottiche ma come diceva   <strong>- John Hedgecoe &#8211; </strong>Attrezzatura e tecnica sono solo l&#8217;inizio. È il fotografo che conta più di tutto.</p>
<p>Sul sito della <a href="http://www.nationalgeographic.it/fotografia/tecnica-fotografica/2010/10/19/foto/foto_d_autore_col_cellulare_ecco_come_fare-101019/1/" target="_blank">Nationa Geographic</a> hanno postato questo tutorial dimostrando che non conta l&#8217;attrezzatura conta l&#8217;occhio del fotografo.</p>
<p>È li la chiave!! Non vi ho convinto? Un libro di fotografia comunica più in fretta ed in modo diverso da un libro scritto perché le immagini vengono interpretate più velocemente e generano emozioni immediate.</p>
<p>Nella comunicazione visiva molti fattori incidono su questo processo:</p>
<ul>
<li>Il bilanciamento visivo (l&#8217;occhio ha un suo percorso istintivo, gli elementi che compongono l&#8217;immagine non son disposti a caso ma bensì hanno la funzione di guidare l&#8217;occhio ad individuare tutti gli elementi che compongono la foto. Quante volte guardando le foto notate cose nuove? Se la foto è fatta senza tenere conto di questo molti elementi sfuggono ad una prima lettura)</li>
<li>Il Colore (si sa che inconsciamente il colore va a stimolare alcuni elementi del nostro inconscio. Il rosso ad esempio simboleggia il pericolo, il calore, la passione; il blu la calma, il mare, il cielo e così via&#8230; Nella realtà i colori si abbinano son mescolati, un immagine deve avere un suo equilibrio, un suo peso visivo, sempre per il discorso affrontato poco fa, in più cosa più importante deve comunicare un messaggio ben preciso, una sensazione ben precisa.</li>
<li>La profondità di campo (una foto è fata anche di livelli di lettura, profondità di campo, persone in primo piano, in secondo non meno importanti, anzi, ogni elemento che compone la foto fa la differenza nell&#8217;intento comunicativo.</li>
<li>Le tecniche (dipendono dal progetto, ci sono molti stili e molti effetti)</li>
<li>L&#8217;esperienza (un fotografo fa un percorso molto lungo per acquisire le conoscenze e le tecniche per realizzare un prodotto di alta qualità, per diventare un buon fotografo non basta una buona macchina, serve soprattutto cuore e capacità di osservare e di interpretare. Il fotografo è definito artista proprio per questo)</li>
</ul>
<p>Se non vi ho ancora convinto cliccate <a href="http://www.jenkyphotographer.com" target="_blank">qui</a> e capirete di cosa stavo parlando.</p>
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		<title>Foto Matrimoni</title>
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		<pubdate>Mon, 04 Oct 2010 14:05:34 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[I fotografi di matrimonio con uno stile illustrativo/giornalistico sono in grado di offrire una visione complessa e delicata che permette di fare foto fortemente simboliche autentiche e naturali, sanno raccontare l&#8217;evento limitando però il tempo dedicato alle fotografie in posa ad un tempo ragionevole e permettendo agli sposi di godersi la festa del loro matrimonio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I fotografi di matrimonio con uno stile illustrativo/giornalistico sono in grado di offrire una visione complessa e delicata che permette di fare foto<span id="more-465"></span> fortemente simboliche autentiche e naturali, sanno raccontare l&#8217;evento limitando però il tempo dedicato alle fotografie in posa ad un tempo ragionevole e permettendo agli sposi di godersi la festa del loro matrimonio.<br />
Hanno un occhio artistico molto sviluppato e non racconteranno l’evento solo come accade sapranno anche scovare i piccoli dettagli, i momenti salienti per avere dei grandi ricordi del giorno del matrimonio sono in grado di anticipare il momento e di creare grandi fotografie con quello che vedono sono al top della loro professione in termini creativi, non sono improvvisati sono solitamente professionisti che amano profondamente il loro lavoro e lo fanno con felicità per dare agli sposi il meglio delle loro capacità.</p>
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		<title>Painting</title>
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		<pubdate>Sun, 03 Oct 2010 14:18:46 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Giancarlo Soncin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Portfolio]]></category>

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		<description><![CDATA[La pittura è l&#8217;arte che consiste nell&#8217;applicare pigmenti sospesi in un elemento portante (o in un mezzo) ed un agente collante ad un supporto come la carta, la tela, la seta, la ceramica, il legno o un muro. Il processo in pratica consiste nel cospargere di colore una superficie. I segni iconici che ne risultano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pittura è l&#8217;arte che consiste nell&#8217;applicare pigmenti sospesi in un elemento portante (o in un mezzo) ed un agente collante ad un supporto come la carta<span id="more-471"></span>, la tela, la seta, la ceramica, il legno o un muro. Il processo in pratica consiste nel cospargere di colore una superficie. I segni iconici che ne risultano definiscono la natura dell&#8217;opera su un piano semantico, a seconda delle intenzioni dell&#8217;autore, in un libero gioco tra figurazione, impiego libero delle forme o qualsiasi altro utilizzo del medium pittorico in ambito artistico.<br />
La pittura intesa come forma artistica non è una meccanica apposizione di colore a un disegno, ma è un&#8217;arte che pone dei problemi più complessi: la resa del colore, le variazioni di tono, lo studio di luci ed ombre, l&#8217;illusione di spazi naturalistici, la ricchezza della tecnica (con smalti, impasti, velature&#8230;). Nelle civiltà più antiche non esisteva ancora l&#8217;accento su tali questioni, per cui si ebbero produzioni anche di grande raffinatezza, ma definibili solo come &#8220;disegno colorato&#8221; (si pensi ad esempio all&#8217;arte egiziana). Questi problemi poterono dirsi risolti solo dall&#8217;arte greca in poi, a partire dal V secolo a.C. con pieno sviluppo documentabile in tutto il IV secolo a.C. e da allora entrarono a far parte della cultura mediterranea e europea con alterne vicende.<br />
La pittura gode un posto di primo piano su tutte le arti. Basti pensare a come il concetto stesso di &#8220;opera d&#8217;arte&#8221; (visiva) sia più spontaneamente associato a dipinti piuttosto che a sculture o opere di architettura, per non parlare poi delle cosiddette &#8220;arti minori&#8221;. Oltre ai fattori storici che hanno determinato la divisione tra arti &#8220;maggiori&#8221; e &#8220;minori&#8221; (Leon Battista Alberti distingueva gli aspetti intellettuali rispetto a quelli manuali, secondo una definizione fatta propria poi dalle Accademie nel XVII secolo e da esse canonizzate), la pittura ha un&#8217;innegabile facilità di fruizione rispetto alle altre forme artistiche.<br />
Quale opera bidimensionale non necessita di particolari sforzi per essere percepita: basta guardarla frontalmente, a differenza di una scultura che si esprime su tre dimensioni, per non parlare della maggiore complessità delle architetture. Ciò significa anche una immensamente maggiore fruibilità, si pensi alla semplice economicità delle riproduzioni fotografiche di pittura, che possono circolare con estrema facilità, impossibile per le opere d&#8217;arte tridimensionali.<br />
Witelo, un matematico e fisico del XIII secolo originario della Slesia, scriveva che &#8220;L&#8217;occhio non può comprendere la forma vera delle cose con il semplice sguardo (aspectus), ma sì con l&#8217;intuizione diligente (obtudus)&#8221;. Mentre l&#8217; aspectus, semplice visione esteriore, è sufficiente per la pittura e gran parte della scultura, l&#8217; obtudus, inteso come sguardo penetrante, raziocinante, è necessario ad esempio per comprendere un&#8217;opera architettonica.<br />
I dipinti più antichi sono stati rinvenuti nella Grotta Chauvet in Francia: la loro realizzazione è databile a circa 32.000 anni fa. Sono realizzati con ocra rossa e pigmento nero, e mostrano cavalli, rinoceronti, leoni, bufali e mammut. Ci sono esempi di pittura rupestre praticamente in tutto il mondo.<br />
Il mito greco indica la nascita della pittura nella città di Delfi.</p>
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